L’istituto Ferraris Pancaldo di Savona si posiziona come un precursore nell’adeguarsi alle nuove direttive ministeriali che vietano l’uso degli smartphone durante l’orario scolastico. Dopo aver già avviato un proprio regolamento un anno fa, il liceo ha risposto prontamente alla circolare del 16 giugno 2025 del ministro Giuseppe Valditara, che ha esteso il divieto a tutto il secondo ciclo di istruzione. L’iniziativa del dirigente scolastico, Alessandro Gozzi, è quella di agevolare l’applicazione della nuova norma mettendo a disposizione degli studenti degli appositi armadietti dove riporre i dispositivi, un approccio che unisce rigore disciplinare e supporto pratico.

L’armadietto come soluzione e costo
Per l’anno scolastico 2025/2026, l’istituto offre a tutti gli studenti la possibilità di affittare un armadietto per 15 euro l’anno, un piccolo costo pensato per coprire le spese di gestione. Tuttavia, per un gruppo specifico di studenti, l’uso sarà gratuito. Si tratta delle famiglie che avevano già aderito alla proposta l’anno precedente e di quelle delle tre classi prime che avevano già adottato il regime “smartphone free”. Questa scelta premia la lungimiranza di chi ha sposato l’iniziativa fin dall’inizio, dimostrando la volontà dell’istituto di mantenere gli impegni presi e valorizzare la fiducia. Gli studenti dovranno depositare i telefoni al suono della prima campanella e potranno riprenderli solo a fine lezioni, garantendo così la completa concentrazione durante la giornata scolastica.
La visione pedagogica dietro il divieto
La decisione di vietare gli smartphone in classe, prima a livello locale e ora ministeriale, non è un semplice atto punitivo, ma un’azione con un profondo senso pedagogico. Come si legge nella lettera del dirigente ai genitori, l’obiettivo è di restituire centralità all’attività didattica e limitare le distrazioni digitali. La precedente esperienza dell’istituto aveva già dimostrato l’efficacia di tale misura, riscontrando un notevole miglioramento dei livelli di attenzione in classe e, cosa ancora più importante, una maggiore socializzazione all’interno della comunità scolastica. Gli studenti, non più assorbiti dagli schermi, hanno riscoperto l’interazione diretta, un aspetto fondamentale della crescita e dello sviluppo personale.
L’istituto come precursore di un Modello Nazionale
Il Ferraris Pancaldo può essere considerato un vero e proprio precursore. Il suo regolamento “smartphone free”, adottato oltre un anno fa, ha fatto da apripista per altri istituti liguri, come l’Orazio Grassi o il Polo unico Finalese, che hanno seguito l’esempio. Ora che la direttiva è diventata ministeriale, la scuola savonese non fa altro che consolidare il suo ruolo di modello, dimostrando come un’iniziativa locale, basata su un’attenta riflessione e un’analisi dei risultati, possa poi influenzare politiche educative su larga scala. Il suo approccio pragmatico, che offre una soluzione come gli armadietti invece di imporre semplicemente un divieto, ne sottolinea la vocazione educativa e la volontà di accompagnare gli studenti e le loro famiglie in questo importante cambiamento.
