Il 27 luglio 2026, durante una seduta consiliare convocata per le 17:30, è stato approvato il Piano di Utilizzo del Demanio (PUD) di Spotorno. La decisione del sindaco Mattia Fiorini ha suscitato contrasti tra istituzioni locali e operatori balneari. Fiorini ha dichiarato che l’obiettivo è aumentare la superficie destinata ad arenile pubblico al 40%, ma modalità e numeri sono stati contestati.
Il Piano prevede una superficie di 13.583,79 metri quadrati per l’arenile pubblico, corrispondente al 15,81% del demanio disponibile. Tuttavia, Fiorini ha sottolineato che Spotorno è attualmente ferma al 3,5% di arenile libero, un dato contestato dall’Associazione Bagni Marini di Spotorno, che evidenzia che il restante è suddiviso tra stabilimenti privati (66,33%), circoli nautici (13,40%) e altre categorie.
Le preoccupazioni delle Suore della Carità
La gestione dell’arenile è storicamente affidata alle Suore della Carità di Santa Maria, dal 1946, e ha supportato una scuola dell’infanzia e un centro estivo per bambini. Suor Miranda, madre superiora, ha espresso preoccupazione al sindaco, chiedendo chiarimenti sulla rimozione della spiaggia necessaria per mantenere le attività educative. La Sua richiesta ha evidenziato la necessità di valutare l’impatto sociale della decisione sul territorio.
Critiche alla gestione del demanio
Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Rocco Invernizzi, ha definito la decisione di Fiorini come una "scelta politica", evidenziando come altri comuni, come Alassio, abbiano raggiunto obiettivi simili dialogando con le categorie economiche. Questo confronto ha sollevato interrogativi sulla genuinità delle motivazioni addotte dal sindaco per la sua gestione del demanio.
La giunta Fiorini ha respinto un piano alternativo presentato dai balneari, che proponeva di arrivare al 40% di arenile pubblico senza chiudere attività esistenti. La tempistica della seduta consiliare, in piena estate, ha reso difficile la partecipazione degli operatori balneari, i quali avrebbero desiderato un confronto più approfondito.
Inoltre, è emerso che i defibrillatori, acquistati dai balneari per migliorare la sicurezza in spiaggia, non sono stati segnalati adeguatamente dal Comune, un aspetto che ha sollevato ulteriori critiche da parte dei cittadini. Quattordici defibrillatori sono stati pagati dai balneari, ma la segnaletica per indicarli non è stata mai installata. Questo ha destato preoccupazione, poiché i defibrillatori sono strumenti cruciali per salvare vite in caso di arresto cardiaco.
Le tensioni tra il Comune e le associazioni di categoria continuano a essere un tema caldo nella discussione pubblica, con il futuro dell’arenile e delle attività balneari di Spotorno al centro del dibattito.




