Il 10 luglio 2026, la Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE) ha emesso un’ordinanza importante riguardo alla fruibilità delle scogliere, che rischia di avere ripercussioni significative ad Alassio. La questione è stata sollevata da Stefano Salvetti, referente regionale di Mare Libero e responsabile nazionale di ADICONSUM, in un contesto di discussione sul Piano di Utilizzo del Demanio di Alassio.
Salvetti ha lanciato una provocazione, affermando: «Se gli scogli valgono come spiaggia, dateli ai balneari alassini e liberiamo qualche posto dignitoso e fruibile per tutti in centro». Tuttavia, questa affermazione potrebbe trasformarsi in un boomerang, poiché solleva interrogativi cruciali sulla reale utilizzabilità delle scogliere.
Il dossier presentato da Assobalneari evidenzia che le coste rocciose possono essere rese fruibili attraverso investimenti, dimostrando che non si può automaticamente escluderle dalla verifica della risorsa disponibile. I dati presenti nel dossier mostrano esempi concreti di coste rocciose trasformate in spazi di fruizione balneare, suggerendo che la fruibilità di tali aree non debba essere scartata a priori.
La nuova ordinanza della CGUE impone una valutazione concreta e obiettiva della situazione. Secondo l’interpretazione di Salvetti, è necessario dimostrare se una scogliera è realmente inutilizzabile, attraverso una verifica tecnica che indichi gli impedimenti oggettivi. Se esistono tratti di scogliera che possono essere valorizzati attraverso opere e investimenti, la loro potenziale utilizzabilità deve essere considerata.
Ad Alassio, la domanda non dovrebbe essere come trovare il 40% di spiaggia libera, ma quale porzione del demanio sia realmente utilizzabile, in quali condizioni e con quali vincoli. Il dossier di Assobalneari argomenta che esistono coste rocciose che, tramite interventi, possono diventare accessibili e fruibili. Tuttavia, ciò richiede investimenti per garantire la sicurezza e l’accesso ai cittadini e ai turisti.
L’ordinanza del 10 luglio 2026 conferma l’importanza di criteri obiettivi e trasparenti per la gestione delle risorse naturali. Questi aspetti dovrebbero guidare il dibattito sulle concessioni balneari ad Alassio, riconoscendo che non è corretto considerare automaticamente che una scogliera sia inutilizzabile senza una verifica concreta.
Il dossier di Assobalneari rappresenta un passo avanti nella discussione, dimostrando che la scogliera non può essere considerata solo un “scoglio” senza valore. La provocazione di Salvetti, pur risultando interessante, mette in luce la necessità di approfondire la questione della fruibilità delle scogliere e di chi dovrà sostenere i costi necessari per renderle realmente utilizzabili.




